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la storia

Il nucleo storico di San Sperate, un tempo denominato Orticedro, sorge tra due fiumi il rio Mannu ed il rio Flumineddu. Ora proprio quest'ultimo rappresenta il limite tra centro storico e zona di espansione: una dorsale, una ferita aperta che taglia in due l'abitato.

Questo spazio di confine rappresenta un ottimo campo di analisi e di intervento, per la sua altissima criticità ed al contempo visibilità.

Attualmente appare come un luogo dell'abbandono, sporco e poco valorizzato.

L'organizzazione di un workshop è vista come occasione di riscatto. Una squadra di giovani writers, guidati dal direttore artistico Pinuccio Sciola daranno vita ad un lunghissimo serpentone colorato, una creatura acquatica che fuoriesce dalle bombolette spray.

Durante l'estate del 2008 si susseguono nel comune di San Sperate una serie di interventi artistici legati al quarantennale del muralismo. Due dei 36 artisti che partecipano alla manifestazione, decidono di intervenire sul letto asciutto del fiume. Il primo intervento è quello di Sebastiano Renda, uno scorpione costruito con elementi di riciclo.

 

 


 

 

 

 

 

Alcuni giorni dopo è un'altro artista che decide di intervenire sul fiume. Paolo Baraldi (aka ilbaro), da vita sul letto del fiume ad una creatura di 70 metri che avvicina e unisce le due sponde. Un primo esempio di riconnessione

 

 

 

 

 

 

 
 
Quella che segue invece è una simulazione realizzata da Daniele Murgia.
Anche questa se pur digitale è pur sempre un'idea di intervento.

 


 

 


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